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Le tre età della vita interiore – Prefazione (2)

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Le tre età della vita interiore
Le tre età della vita interiore
Le tre età della vita interiore - Prefazione (2)
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Abbiamo così trovato conferma di ciò che riteniamo essere la verità sulla contemplazione infusa dei misteri della fede, che ci appare sempre più come la via normale verso la santità e come moralmente necessaria alla piena perfezione della vita cristiana. In alcune anime più progredite, questa contemplazione infusa non si manifesta ancora come uno stato abituale, ma di tanto in tanto come un atto transitorio, che nel frattempo rimane più o meno latente, sebbene illumini tutta la loro vita. Tuttavia, se queste anime sono generose, docili allo Spirito Santo, fedeli alla preghiera o al continuo raccoglimento interiore, la loro fede diventa sempre più contemplativa, penetrante e saporita e guida la loro azione rendendola sempre più feconda. In questo senso, sosteniamo e spieghiamo così quello che ci sembra essere l’insegnamento tradizionale e ciò che viene sempre più ammesso oggi: preludio normale alla visione del cielo, la contemplazione infusa dei misteri della fede è, grazie alla docilità allo Spirito Santo, alla preghiera e alla croce, accessibile a tutte le anime interiori e ferventi.

Riteniamo inoltre che, secondo la dottrina dei più grandi maestri spirituali, in particolare di san Giovanni della Croce, esista un grado di perfezione che non si raggiunge senza le purificazioni passive in senso stretto, le quali costituiscono uno stato mistico. Ciò ci sembra chiaramente indicato nell’intera dottrina di san Giovanni della Croce sviluppata in merito ed in particolare in questi due testi fondamentali della Notte oscura, 1. 1. cap. VIII: «La purificazione passiva dei sensi è comune, si verifica nella maggior parte dei principianti»; e ibidem, 1. 1., cap. XIV: «Coloro che progrediscono o sono avanzati si trovano sulla via illuminativa o della contemplazione infusa, nella quale Dio nutre e fortifica l’anima senza discorsi né aiuto attivo da parte sua».

Del resto, non abbiamo mai affermato, benché ci sia stato attribuito, che «lo stato di contemplazione infusa propriamente detto sia l’unica via normale per giungere alla perfezione della carità». Questa contemplazione infusa, infatti, inizia generalmente solo con la purificazione passiva dei sensi o, secondo san Giovanni della Croce, all’inizio della via illuminativa completa così come egli la descrive; molte anime si trovano quindi sulla via normale della santità prima di aver ricevuto la contemplazione infusa propriamente detta; ma questa, diciamo noi, si trova lungo la via normale della santità, anzi al culmine di tale via.

Pur non essendo pienamente d’accordo con noi, un teologo contemporaneo, docente di teologia ascetica e mistica presso l’Università Gregoriana, scriveva a proposito del nostro libro Perfection chrétienne et contemplation e di quello di P. Joret O.P., La contemplation mystique d’après saint Thomas d’Aquin: «Nessuno oserebbe contestare seriamente che questa dottrina sia strutturata in modo straordinario e sia di splendida fattura; che metta in bella luce le ricchezze spirituali della teologia domenicana nella forma definitiva che le è stata data, nei secoli XVI e XVII, dai grandi interpreti di san Tommaso quali Caietano, Báñez e Giovanni di San Tommaso; che la sintesi così presentata riunisca in una forte e armoniosa unità una massa considerevole di insegnamenti ed esperienze della tradizione spirituale cattolica e che permetta di valorizzare appieno molte delle pagine più belle dei nostri grandi contemplativi».

L’autore di queste righe aggiunge senza dubbio che non tutto in questa sintesi ha lo stesso valore e non tutto si impone con la stessa autorevolezza. È certo che, al di là delle verità di fede e delle conclusioni teologiche comunemente accettate – che rappresentano quanto di più certo vi sia nel patrimonio della scienza teologica –, ciò che proponiamo sull’autorità di san Tommaso e dei suoi migliori commentatori non si impone alla nostra adesione allo stesso modo dei principi che ne costituiscono il fondamento. Tuttavia, è difficile ricavare da questa sintesi un singolo elemento importante senza comprometterne la solidità e l’armonia.

Non si è forse già raggiunto un accordo significativo nel fatto che i critici più attenti riconoscano la struttura ammirevole e la splendida nascita di una dottrina?

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