- L’oggetto della teologia ascetica e mistica
Si evince dalle materie ch’essa deve trattare che la teologia ascetica e mistica è una branca o una parte della Teologia, un’applicazione della teologia alla condotta delle anime. Essa deve dunque procedere alla luce della Rivelazione, che sola permette di conoscere cosa sia la vita di grazia e l’unione soprannaturale dell’anima con Dio.
Questa parte della teologia è soprattutto uno sviluppo del trattato sull’amore di Dio e di quello sui doni dello Spirito Santo, per mostrarne le applicazioni o per condurre le anime verso l’unione divina. Allo stesso modo la casistica è, in un ambito meno elevato, un’applicazione della teologia morale per discernere concretamente quanto sia obbligatorio sotto pena di peccato mortale o veniale. La teologia morale non deve occuparsi solo dei peccati da evitare, ma anche delle virtù da praticare e della docilità nel seguire le ispirazioni dello Spirito Santo; da questo punto di vista, le sue applicazioni sono denominate ascetica e mistica.
L’ascetica riguarda soprattutto la mortificazione dei vizi o difetti e la pratica delle virtù. La mistica riguarda principalmente la docilità allo Spirito Santo, la contemplazione infusa dei misteri della fede, l’unione con Dio che ne deriva, nonché le grazie straordinarie, come le visioni e le rivelazioni che talvolta accompagnano la contemplazione infusa.
Per quanto riguarda la questione se l’ascetica sia essenzialmente finalizzata alla mistica, la esamineremo chiedendoci se la contemplazione infusa dei misteri della fede e l’unione con Dio che ne deriva siano una grazia di per sé straordinaria, come le visioni e le rivelazioni, o se non siano piuttosto, nei perfetti, l’esercizio eminente, ma normale, dei doni dello Spirito Santo, presenti in tutti i giusti. La risposta a questa questione, più volte discussa ai giorni nostri, costituirà la conclusione di quest’opera.