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Ep. XXXI – “Ed io non lo conoscevo”

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Fede Viva
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Ep. XXXI - "Ed io non lo conoscevo"
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Ver. 31 – “E io non lo conoscevo”, ecc. È come se dicesse: “Non crediate, o Giudei, che io affermi che Gesù è il Messia per amicizia o parentela, come se fossi un Suo amico intimo; perché vi dichiaro che non Lo conoscevo, che non L’ho mai visto né Gli ho mai parlato prima del Suo battesimo. Appena L’ho visto, però, L’ho riconosciuto per ispirazione di Dio”. “Che c’è di sorprendente”, dice san Crisostomo, “nel fatto che chi fin da bambino abitava nel deserto lontano dalla casa paterna non conoscesse Cristo?”.

Affinché fosse manifestato in Israele: vale a dire, ai Giudei, ai quali il Messia era stato promesso, “affinché tutti credessero per Lui”. Per questo il monaco parafrasa: “Ma affinché Colui il cui volto era sconosciuto fosse manifestato a tutti i figli d’Israele, che non hanno un capo, io sono venuto come precursore di una via non dichiarata, battezzando un popolo non istruito, ignorante ed errante”.

Ver. 33 – “E io non lo conoscevo, ma chi mi ha mandato a battezzare nell’acqua mi ha detto: «Colui sul quale vedrai scendere e fermarsi lo Spirito, è quegli stesso che battezza nello Spirito Santo»”. Nell’acqua: come suggerisce il monaco, “in lavacri che non sono ardenti e mancano di Spirito”. Per la seconda volta san Giovanni dichiara di non aver appreso che Gesù fosse il Cristo avendoLo visto o avendo parlato con Lui, ma per rivelazione di Dio, affinché nessuno osasse contestare la sua testimonianza. Così san Cirillo.

Colui sul quale vedrai scendere e fermarsi lo Spirito: si noti l’espressione “fermarsi”; da ciò si evince come sia proprio di Cristo in modo stabile e permanente avere tutte le grazie dello Spirito Santo e la profezia, mentre negli altri permangono solo quei doni che sono necessari per la santità di vita, in conformità a quanto si legge nel cap. 14, “Rimarrà con voi” (vedi Suarez, Tract. de fide. disp. 8, sect. 6, n. 6).

Ver. 35 – “Il giorno seguente”, ecc. L’evangelista dice che Giovanni rese la propria testimonianza del fatto che Gesù fosse il Cristo in tre giorni consecutivi. Lo fece per confermarla e renderla salda. Rese la prima testimonianza secondo quanto prescritto dalla legge, quando gli fu chiesto dai messaggeri dei Giudei. Questo avvenne il primo giorno. Rese la seconda il giorno seguente, il 2 marzo. La terza volta fu allora, il 3 marzo, davanti ai suoi discepoli, per farli passare a Gesù.

Ver. 36 – “E, fissato lo sguardo in Gesù che passava”, ecc. È come se dicesse: “Ecco Cristo come un Agnello senza macchia, destinato ad essere vittima, per essere offerto a Dio sulla croce per i peccati di tutto il mondo”. Quando Giovanni parlava così era come se dicesse ai suoi discepoli: “Perché mi seguite? Seguite Colui che è l’Agnello di Dio, il riscatto del mondo”.

Osservate la prudenza e la modestia di Giovanni. Non obbliga, né incita i suoi discepoli a seguire Cristo, ma si limita a indicarLo loro, affinché possano perseguire più ardentemente un bene così grande, una volta scoperto da loro stessi. Come un uomo che, quando un gioiello viene venduto a poco prezzo, fa notare ai mercanti quanto sia grande il suo valore e li induce ad ambirvi e ad acquistarla da sé.

 

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