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Ep. XXXII – I due discepoli

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Fede Viva
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Ep. XXXII - I due discepoli
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Ver. 37 – “I due discepoli”, ecc. San Crisostomo dice: “Vi erano per la verità anche altri discepoli di san Giovanni, ma essi non solo non seguivano Cristo, ma erano gelosi dell’onore di Giovanni, il loro maestro, e lo preferivano a Cristo, come risulta da 3, 26”.

Due: uno di questi era Andrea, come risulta dal versetto 40; chi fosse l’altro non è noto. San Crisostomo si chiede: “Perché non viene indicato il nome dell’altro? O perché era lo stesso scrittore, san Giovanni l’Apostolo, o perché era una persona di nessun rilievo”. La prima idea è la più probabile. Ciò che la avvalora è il fatto che Giovanni e Giacomo fossero compagni di pesca di Pietro e Andrea (Mt 4), quando, poco dopo Andrea e Pietro, Cristo chiama Giovanni e Giacomo. Infine, la grande purezza, la verginità e la santità di san Giovanni Evangelista sembrano essere il risultato dell’insegnamento, della purezza e della santità di san Giovanni Battista.

Andaron dietro a Gesù: per conoscerLo meglio, dice Eutimio, e per stringere amicizia con Lui; e se avessero sperimentato questo vantaggio, Lo avrebbero seguito interamente e sarebbero stati del tutto Suoi discepoli. Da ciò che segue, infatti, si evince come non si fossero abbandonati completamente a Cristo, ma solo desiderassero metterLo alla prova.

Ver. 38 – “Gesù si volse e, notato che lo seguivano, domandò loro: «Chi cercate?». Essi gli dissero: «Rabbì» (che tradotto vuol dire ‘Maestro’), «dove abiti?»”. Non è la voce di uno che ignora, ma di uno che invita e tratta con delicatezza la loro timidezza. Come dice san Cirillo, “Egli chiede che cosa cerchino, non come un ignorante, perché conosceva tutto come Dio, ma perché la Sua domanda sia l’inizio di una conversazione”.

Rabbì: in siriaco, “Rabboni”, cioè “nostro maestro”; in arabo, “Rabban”, “maestro”. Con questa espressione i discepoli onoravano Cristo, cercavano il Suo favore e comunicavano di voler diventare Suoi discepoli. Come dice Beda: “La domanda stessa è un’indicazione di fede, perché quando dicono Rabbì, che significa maestro, Lo seguono e Lo chiamano loro Maestro”. E san Cirillo dice: “Chiamavano Maestro Colui dal quale volevano imparare”.

“Dove abiti?”: in greco, ποῦ μένεις, cioè, “Dove rimani?”. Perché Cristo non aveva che un rifugio sulla terra; non aveva una vera e propria abitazione o casa, secondo le parole di Matteo: “Le volpi han delle tane e gli uccelli dell’aria hanno dei nidi, ma il Figliuol dell’uomo non ha dove posare il capo”. I discepoli pongono questa domanda per poter conversare privatamente con Cristo nella casa ed essere istruiti da Lui sulle cose divine e su quelle che riguardano la vita più perfetta. Dimostrano di voler diventare Suoi amici e servitori.

 

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