Ver. 49 – “Nathanael gli replicò: «Rabbì, tu sei il Figliuol di Dio! Tu sei il re d’Israele!»”. “Figlio di Dio”: cioè il Suo Figlio naturale e consustanziale, perché questo è il chiaro significato di queste parole. Così i santi Cirillo, Agostino, Maldonado, ecc. San Crisostomo, Eutimio, Lira, ecc. pensano, però, che Natanaele ignorasse che Cristo fosse Dio e credesse solamente che fosse il Figlio adottivo di Dio, per una grazia particolare con cui vide che era superiore a tutti gli altri profeti e santi.
Sono propenso a pensare che Filippo, in base alla testimonianza di Giovanni Battista su Gesù (ver. 34), Lo credesse Figlio di Dio, ma in modo confuso, senza discernere chiaramente tra la figliolanza naturale e quella adottiva e che abbia convinto Natanaele a pensarla allo stesso modo. Infatti, sebbene Giovanni Battista, dicendo che Cristo era il Figlio di Dio, intendesse dire Suo Figlio naturale, in virtù dell’unione ipostatica dell’Umanità con il Verbo, Filippo e Natanaele non l’avevano ancora capito fintantoché non furono istruiti più a fondo.
“Re d’Israele”, cioè Messia, figlio di Davide e Salomone, quindi erede del regno delle dodici tribù d’Israele. Questo è ciò che Davide ha predetto nel 2° Salmo, parlando nella persona di Cristo: “Da lui sono stato costituito re sopra Sion, sul santo suo monte, per promulgare il suo decreto. Il Signore mi disse: «Mio figliuolo sei tu, oggi io ti ho generato»”. Da qui risulta chiaro come Davide avesse predetto che il Messia sarebbe stato il Figlio di Dio per natura. Pochi però, prima di Giovanni Battista e di Cristo stesso, lo compresero chiaramente e pienamente. Il Concilio ecumenico di Costantinopoli, con una costituzione di papa Vigilio, pronuncia un anatema contro coloro che spiegherebbero le parole di Natanaele, “Tu sei il Figlio di Dio”, applicate a Cristo, come se non si trattasse effettivamente di Dio, appartenendo nondimeno alla famiglia di Dio, e fosse chiamato Dio a causa dell’amicizia che aveva con Dio.