Ver. 47 – “Gesù vide venirgli incontro Natanaele e, parlando di lui, disse: «Ecco un vero Israelita, nel quale non c’è alcuna malizia»”. È seguace del candore, della semplicità e della santità di Israele, cioè del patriarca Giacobbe, dal quale discendeva. Per questo il siriaco traduce: “Ecco un figlio di Israele”. Gesù mostra di conoscere lo stato puro dell’animo di Natanaele, affinché quest’ultimo sappia che Gesù non è un semplice uomo, ma che è anche Dio e Cercatore di cuori. San Crisostomo pensa che Cristo alluda a ciò che Natanaele aveva detto a Filippo: “Può forse uscire qualcosa di buono da Nazareth?”. Come se Gesù avesse detto: “Non mi dispiace quello che hai detto di me, perché so che hai un animo sincero e sei ansioso di conoscere la verità”.
Ver. 48 – “Nathanael gli chiese: «Come mai mi conosci?». Gesù rispose: «Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti vidi»”. “Osservate”, dice san Crisostomo, “la coerenza dell’uomo. Non si gonfia di lodi, ma procede ad informarsi accuratamente, per apprendere qualcosa di certo su Cristo”.
“Gesù rispose”, ecc. “Quando eri solo sotto il fico e pensavi che nessuno ti vedesse, io ti ho visto e so cosa facevi lì in segreto. Da ciò puoi dedurre che io sono più grande dell’uomo, il Messia, il Figlio di Dio”. Così san Cirillo, sant’Agostino e altri.
Sul piano mistico, come si legge in san Gregorio (Moral. l. 18, c. 20): “Sotto il fico, cioè sotto l’ombra della Legge, ti ho visto, per trasferirti alla vite del mio Vangelo”.
Sul piano simbolico, si impari da qui che Dio e Cristo sono ovunque presenti e sono da temere, quando si è soli nella propria camera; sì, quando si pensa e si desidera segretamente qualcosa nel proprio cuore, Cristo guarda e osserva i nostri pensieri e desideri. Si faccia dunque attenzione a non fare, desiderare o pensare qualcosa che possa offendere gli occhi di Sua Maestà. Così vide Natanaele e ciò che faceva sotto l’albero di fico. Così Dio vide anche Adamo sotto l’albero di fico che mangiava il frutto proibito.