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L’Eclissi di Dio – Le tre visioni

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L'Eclissi di Dio
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L'Eclissi di Dio - Le tre visioni
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  1. Le tre visioni

Ora, vi sono tre visioni portate avanti relativamente al Concilio nel suo insieme:

  1. la visione modernista;
  2. la visione tradizionalista; e
  3. la visione ‘neo-conservatrice’, una visione sviluppata in seguito al Concilio.

Nei termini più semplici possibili:

–     i Modernisti rifiutano la Tradizione e sposano la novità;

–     i Tradizionalisti sposano la Tradizione e rifiutano la novità;

–     i Neo-Conservatori sposano sia la Tradizione sia la novità.

Per esporre queste tre visioni in maggior dettaglio, mostreremo come i propugnatori di ciascuna di esse comprendano i nuovi testi. I Modernisti li intendono in senso eretico; i Neo-Conservatori secondo l’‘ermeneutica della continuità’; i Tradizionalisti secondo la ‘remota regula fidei’.

      1. Modernismo

Questo gruppo, dunque, intende i nuovi testi in senso eretico. Per fare un esempio, interpretano in senso eretico i testi conciliari che mettono in dubbio il dogma (noto come il dogma): ‘Al di fuori della Chiesa non c’è salvezza’. Scrive il Concilio Lateranense IV nel 1215: “Una e unica è la Chiesa universale del credente; al di fuori della quale nessuno è salvato”, extra quam nullus omnino salvatur. Intendono tali testi, in altre parole, come una negazione del dogma: vale a dire come espressione della possibilità di salvarsi al di fuori della Chiesa. Manifestano questa lettura con parole, azioni od omissioni (ad esempio, non insegnando più ‘il dogma’ e non impegnandosi più in un lavoro missionario di carattere soprannaturale o nell’evangelizzazione). Osserviamo che, stando a quanto sia possibile giudicare, gran parte della gerarchia e del clero contemporanei sono modernisti, intendendo i nuovi testi conciliari in senso eretico.

      2. Neo-Conservatorismo

Questo gruppo, per contro e come detto sopra, sposa sia la Tradizione sia la Novità. Questi non intendono i nuovi testi in senso eretico come i Modernisti, semmai in un senso neutrale come ‘ambigui’ e da accettare secondo l’‘ermeneutica della continuità’, cioè alla luce della Tradizione e, più precisamente, come in continuità con la Tradizione. La loro posizione è quella che potremmo definire ‘irenistica’ e intrisa di pietà e docilità verso la Chiesa, sia verso ciò che ha sempre insegnato sia verso ciò che ha insegnato nei tempi recenti dell’ultimo Concilio Ecumenico (nel senso di universale).

       3. Tradizionalismo

Questo gruppo, infine, intende i nuovi testi non secondo l’‘ermeneutica della continuità’ ma secondo la ‘remota regula fidei’, remota regola della fede, vale a dire la Tradizione, e, nell’intendere il Concilio alla luce della Tradizione, assomigliano ai Neo-Conservatori; tuttavia differiscono da loro nel momento in cui non interpretano i testi come necessariamente in continuità con la Tradizione. La luce della Tradizione può mostrare che un testo sia in continuità con la Tradizione o che sia in discontinuità con la medesima; o ancora può mostrare che un dato testo tenda all’eresia.

In quest’ultimo caso, che di fatto è il caso della maggioranza dei testi nuovi, i Tradizionalisti respingeranno detto testo. Lo fanno, ripetiamo, non perché il testo sia necessariamente eretico di per sé, ma perché è eretizzante.

 

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