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Ep. XL – Partecipazione ai meriti espiatori di Gesù Cristo (2)

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Fede Viva
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Ep. XL - Partecipazione ai meriti espiatori di Gesù Cristo (2)
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+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

2. Perciò la compensazione operata per noi da Cristo è infinita, superiore a tutti i peccati immaginabili: è una riparazione al di là della quale non esiste altra più ricca e più completa. “Assai più di quanto siamo colpevoli, Cristo ha pagato per noi: come l’immensità dell’oceano supera una goccia, così anche la soddisfazione di Cristo surclassa la nostra colpa” (S. Giovanni Crisostomo). Perciò il numero e la quantità dei peccati non ci devono togliere la fiducia, nemmeno portarci alla disperazione; siano essi pure così numerosi e gravi, dobbiamo, per amor del sangue di Cristo, sperare sempre nella misericordia e nel perdono poiché Gesù Cristo stesso è l’espiazione per i nostri peccati; “e non solamente per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1Gv. 2,1). Tutti i peccati che Dio ha perdonato sin dall’inizio dei tempi e che Egli rimetterà fino a quando terminerà il tempo, Egli li ha rimessi – e li rimetterà – solamente perché la loro remissione è stata espiata tramite il sangue dell’Agnello versato nel sacrificio della Croce.

Altrettanto infinito è il merito che Cristo ha ottenuto per noi; cioè un merito al di là del quale non si può immaginarne uno più grande e più prezioso. Perciò, grazie agli infiniti meriti di Cristo possiamo e dobbiamo, con fiducia, tutto sperare e tutto ottenere quanto sia utile alla salvezza; infatti non si possono immaginare altri doni e altri beni paragonabili ai Suoi meriti. Tutte le grazie che furono donate ai mortali sin dall’inizio, cioè dal momento della caduta di Adamo, e che verranno donate fino alla fine del mondo furono e saranno donate solamente perché Cristo ne ha pagato il prezzo con il Suo preziosissimo Sangue.

L’immenso coro dei santi in Cielo, che nessuno può contare, è un glorioso frutto del Sacrificio di Cristo: poiché l’Agnello è stato ucciso e ci ha riacquistati a Dio da ogni lingua e popolo e nazione con il Suo sangue (Ap. 5,9); essi hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello cosicché sono più pure della neve appena caduta (Ap. 7,14). Per questo si prostrano davanti all’Agnello adorandoLo, giubilando eternamente nel canto entusiasta di lode e di ringraziamento al suono delle arpe celesti: “Degno è l’Agnello che è stato ucciso di ricevere la potenza, la ricchezza, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la lode!” (Ap. 5,12).

Insondabili e inesauribili sono i tesori del Redentore. Dalle Sue ferite aperte, dal Suo cuore trafitto sgorga ogni benedizione e tutta la salvezza temporale ed eterna. Il sangue del Suo sacrificio espiatorio versato sul Golgota è la sorgente della Grazia che si sparge salutare e santificante su tutto il mondo. Da essa si può bere grazia su grazia, forza e salute, luce e pienezza di vita: tale sangue resta eternamente fresco e sempre abbondante; non diminuisce mai e non si esaurisce anche se milioni e milioni vi attingono.

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

 

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