Ver. 44 – “Filippo era di Betsaida, patria di Andrea e di Pietro”. Giovanni aggiunge questo, dice Teofilatto, per indicare che Andrea e Pietro avevano precedentemente informato Filippo, loro concittadino, di aver trovato il Messia e che si trattava di Gesù di Nazaret. Per questo Filippo, sentito Cristo esclamare “Seguimi”, Lo seguì immediatamente, perché il suo animo era già pronto e desideroso di Cristo.
Inoltre, Betsaida era attigua al mare di Galilea, vicina a Cafarnao: qui Pietro e Andrea avevano una casa, come apprendiamo dall’ottavo capitolo di san Matteo. Questo, dunque, era il paese di tre degli Apostoli, cioè Pietro, Andrea e Filippo. Betsaida significa in ebraico “casa di caccia” o “di pesca”, perché vi abitavano pescatori, come Pietro e Andrea, che pescavano il pesce nel mare adiacente.
Ver. 45 – “Filippo essendosi incontrato con Natanaele gli narrò: «Abbiamo trovato colui di cui scrissero Mosè nella Legge e i Profeti: Gesù, figlio di Giuseppe, da Nazareth»”. “Non lo trovò per caso”, afferma Cirillo, “ma lo cercò con grande diligenza, perché sapeva che si trattava di un uomo molto diligente e grande studioso delle Scritture”. L’avrebbe trovato, a quanto pare, a Cana di Galilea, che era il luogo di origine di Natanaele, come si evince dal cap. 21, 2.
Natanaele, suo amico e compagno. Vi chiederete: chi era questo Natanaele?
- Claudius Espenæus, commentando 2 Tm 4, afferma che Natanaele era, secondo alcuni, Ursino, primo vescovo di Bourges.
- I Greci, nel Menologio, asseriscono che Natanaele fosse l’apostolo Simone il Cananeo. Ve ne si fa memoria il 22 aprile come segue: “Il santo apostolo Natanaele, che era Simone Zelota, di Cana di Galilea, dove Cristo, durante le nozze, trasformò l’acqua in vino”. È commemorato nel Menologio anche il 10 maggio.
- Più verosimilmente, Rupertus e Giansenio in questo passo ritengono che Natanaele sia l’apostolo Bartolomeo. Lo dimostrano, in primo luogo, perché gli altri evangelisti associano sempre Filippo e Bartolomeo, come qui Giovanni associa Filippo e Natanaele; in secondo luogo, perché non si legge da nessuna parte che Cristo abbia chiamato Bartolomeo, a meno che non si tratti della chiamata di Natanaele; in terzo luogo, perché gli altri tre evangelisti, che parlano di Bartolomeo, non fanno menzione di Natanaele, viceversa san Giovanni; quarto, perché san Giovanni (21,2) associa Natanaele agli apostoli Pietro, Tommaso, Giacomo e Giovanni nella pesca e alla visione di Gesù: parrebbe quindi che fosse un apostolo, eppure non si capisce chi altri possa essere al di fuori di Bartolomeo; quinto, perché Bartolomeo non sembra essere un nome proprio, ma solo indicare che era figlio di Tolmai, mentre il suo nome proprio sembra essere stato Natanaele; sesto, perché Cristo disse di Natanaele: “Ecco un vero Israelita, nel quale non c’è malizia”. E poi Cristo gli promette una visione di angeli che salgono e scendono su di Lui. Cristo sembra quindi averlo amato in modo particolare e averlo scelto come amico e apostolo.
Sant’Agostino, tuttavia, dissente da questa opinione, perché ritiene che Natanaele fosse un dottore della Legge. Egli discuteva con san Filippo a proposito della Legge. Cristo, però, non scelse come propri apostoli uomini dotti nella Legge, bensì pescatori rozzi e ignoranti. A questo si può rispondere che Natanaele era uno studioso, ma non un dottore della Legge, così come Filippo, Andrea e Pietro discutevano di Legge riguardo alla venuta del Messia. Ammesso, tuttavia, che Natanaele non fosse un apostolo, era certamente un discepolo, per cui L. Dexter (Chronicum ad annum Christi 101) dice: “Natanaele, uno dei settanta discepoli del Signore, riposa a Treuga, una città della Spagna”, oggi chiamata Leon. Un altro scrittore aggiunge che si addormentò nel Signore il 30 novembre.
Natanaele significa in ebraico “dono di Dio” o “Dio ha dato” o ancora “dato da Dio”; in latino, Adeodato. Il principe della tribù di Issachar al tempo di Mosè si chiamava Natanaele (Num 1, 8). Può darsi che il nostro apostolo discendesse da lui e avesse preso il suo nome.
“Gesù, figlio di Giuseppe, da Nazareth”. Nazareth dista solo tre ore da Cana, per cui Natanaele di Cana poteva facilmente conoscere Gesù di Nazareth, figlio di Giuseppe, come ritenevano i più.