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Il Santo Sacrificio della Messa – Sacerdote in eterno (4)

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Il Santo Sacrificio della Messa
Il Santo Sacrificio della Messa
Il Santo Sacrificio della Messa - Sacerdote in eterno (4)
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+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

 5. A questa esplicita intercessione con cui Cristo presenta la nostra causa presso il Padre, si aggiunge anche l’offerta del sacrificio della morte subita sulla Croce e con essa i meriti ottenuti. Cristo “si presenta per noi al cospetto di Dio”; cioè presenta e tiene davanti agli occhi del Padre le Sue piaghe sofferte, il Suo sangue versato e la Sua morte patita sulla Croce per muoverLo a concederci la Sua benevolenza, la Sua misericordia e la Sua grazia. In ciò sta anche uno dei motivi per cui il Redentore vuole mantenere per sempre le gloriose piaghe sul Suo corpo trasfigurato. Questi segni della Sua sofferenza cruenta e della Sua lotta mostrano al Padre quale fu il prezzo pagato per liberarci (Gal 4, 31).

Le ferite mortali, aperte e profonde, splendono ora come stelle di meravigliosa chiarezza; ed esse annunciano perennemente all’Eterno Padre che una volta il cuore, le mani e i piedi del Suo beneamato Figlio furono trafitti e crudelmente martirizzati: esse dicono a voce alta e solennemente che il Salvatore ha versato con estrema abbondanza tutto il Suo sangue per il nostro riscatto. La sofferenza e le piaghe delle ferite del Salvatore trasfigurato appaiono al cospetto del Padre – come la santa mistica Ildegarda scrive – “simili a un’aurora che risplende senza sosta fino alla fine dei tempi”. “Dio vede ogni cosa nel perenne sgorgare del prezioso sangue, simile a un purpureo tramonto che, secondo la Sua volontà, deve sempre librarsi all’orizzonte in tutto il suo splendore” (P. Faber).

Quanto amabile e prezioso dev’essere allora per l’anima nostra il vedere quelle gloriose piaghe delle ferite del Signore! Esse testimoniano che Egli ci ha segnato nelle Sue mani e sepolti nel Suo cuore con segni indelebili; e noi guardiamo con gratitudine a questi segni del martirio perché sono le sorgenti di espiazione eterna e di misericordia, il pegno dei beni celesti e di longanimità. In tutte le tribolazioni e avversità alziamo lo sguardo fiducioso al nostro misericordioso e fedele Sommo Sacerdote in Cielo: il Suo cuore è l’abitazione dell’eterna mitezza, un abisso di amore e compassione. Anche se abbiamo peccato, non dobbiamo scoraggiarci, poiché abbiamo “un intercessore presso il Padre, Gesù Cristo il Giusto che è la riconciliazione per i nostri peccati” (1Gv 2,2).

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

 

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