+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.
6. La funzione di mediatore e intercessore che l’Uomo-Dio esercita in Cielo davanti al trono di Suo Padre, è una funzione sacerdotale; infatti Egli si presenta in nostro favore, in forza del Suo sacrificio offerto una volta sulla Croce. La Sua intercessione celeste si fonda e si appoggia sui meriti da Lui acquisiti nel Sacrificio cruento ed è perciò un atto sacerdotale: un’intercessione sacerdotale. Dopo aver espiato i peccati del popolo e ottenuto “una redenzione eterna” tramite il sacrificio cruento di Sé stesso, Egli è entrato nel Sancta Sanctorum del Cielo (Eb 9, 11-12).
Lì Egli compie perennemente il Suo ufficio di Sommo Sacerdote mediante la Sua potente intercessione, che ha lo scopo di dare i frutti del sacrificio sulla Croce per la Redenzione dell’umanità, affinché esso ci ottenga la santificazione e la beatitudine. Questa applicazione dei frutti della Croce per mezzo dell’azione di Cristo in Cielo, prolungata nel corso dei secoli, non è tuttavia un sacrificio in senso proprio. Il Salvatore, salito in Cielo, non Si sacrifica, dato che Egli è lì elevato e glorificato, ma è reso presente sull’altare terreno tramite le sostanze sacramentali. Lassù Egli non è nella condizione di un agnello da sacrificio, ma regna sul trono, nello splendore dei santi, come Re dei Re, nell’eccelsa gloria del Vittorioso.
+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.