Ver. 42 – “E lo portò da Gesù”. “È probabile”, dice san Crisostomo, “che Andrea abbia raccontato molte altre cose atte a convincere. Anche l’altro discepolo era presente per confermare quanto dicesse. Andrea, poiché non era questo il suo ufficio e non era nelle condizioni di raccontare di una luce così grande, lo porta però a quella stessa fonte che aveva scoperto”. Inoltre, l’animo di Pietro, come una paglia in presenza del fuoco, era infiammato dal desiderio di vedere e ascoltare Cristo. Dunque san Crisostomo continua: “Considerate l’animo di Pietro, obbediente fin dall’inizio, e quanto fosse pieno di buona volontà. Lo portò a Gesù; nessuno, però, si permetta di criticare la sua eccessiva prontezza nel credere. Non si dice infatti che lo convinse subito, ma solo che lo portò da Gesù, per imparare tutto”.
“E Gesù, fissando bene in lui lo sguardo [come fosse un soggetto adatto a predicare e a far conoscere la Sua gloria, dunque designandolo come Proprio successore e vicario, cioè Pontefice della Chiesa], disse: «Tu sei Simone, figliuolo di Giona: tu ti chiamerai Cefa» (che vuol dire ‘Pietro’)”. Il padre di Simon Pietro si chiamava Johanan o Giovanni, per contrazione Giona, come Jehoshua si contrae in Joshua o Gesù. Cristo dice questo per svelare a Pietro dei segreti e mostrargli che Egli è il Cercatore di cuori e il suo Dio.
“Tu ti chiamerai Cefa”. Cristo promette a Simone il nome di Cefa o Pietro, come a dire: “Simone, ti darò un altro nome. Ti chiamerò Cefa, cioè roccia o Pietro, perché farò di te la roccia della Chiesa, affinché su di te, sulla tua fede e sul tuo governo, la struttura della Mia Chiesa poggi saldamente come su un solidissimo fondamento di roccia” (si veda quanto detto a proposito in san Matteo 16, 18).