Ver. 41 – “Imbattutosi pertanto in suo fratello, Simone, gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che tradotto vuol dire ‘il Cristo’)”. Il Cristo, cioè l’Unto non di un’unzione corporea, ma di grazia spirituale, sia quella dell’Unione Ipostatica, sia quella personale ed eccellente. Quest’ultima era la grazia per la quale, in quanto uomo, era stato creato da Dio e, per così dire, consacrato in primo luogo sacerdote, in secondo luogo maestro, in terzo luogo profeta, quindi re, poi legislatore, infine Redentore del mondo. Il greco è τὸν Μεσσίαν: il Cristo, quello Unto; unico, speciale Profeta, predetto dagli altri profeti, quello che tutti aspettavano impazientemente come Restauratore di Israele. Così Eutimio.
“«Abbiamo trovato il Messia»”, che tu e io aspettiamo appassionatamente. Sembrerebbe che sia Andrea che Pietro, in parte per gli oracoli profetici e in parte per la testimonianza di Giovanni, fossero resi ardenti dal desiderio di vedere Cristo. Infatti, come dice Beda, “Nessuno trova se non chi cerca; chi dice di aver trovato dimostra di aver cercato a lungo”. Eutimio, seguendo san Crisostomo, come è solito fare, dice: “Questo è il discorso di uno che è molto contento: abbiamo trovato Colui che cercavamo, che speravamo venisse, che le Scritture avevano annunciato”. Andrea, quindi, per comunicare la sua grande gioia di aver trovato Cristo, esclama al fratello Pietro: “Abbiamo trovato il Messia”. Per questo “non tornarono più da san Giovanni”, come dice san Crisostomo, “ma si legarono talmente a Cristo, da assumere l’ufficio di Giovanni e predicare essi stessi Cristo”.
Da qui impariamo, moralmente, che Dio, con la Propria grazia, va incontro all’anima che Lo desidera e la riempie in modo tale che possa avere un maggior desiderio e una maggiore sete di Lui. Dio è solito porre come prima cosa tale desiderio di Sé nell’anima, per prepararla a Sé e ai Suoi doni e renderla capace di riceverli.