- Non fornicare.
Il sesto comandamento ci proibisce gli atti impuri al di fuori del Matrimonio: da soli o con altri. Il peccato è più grave se entrambe le parti sono dello stesso sesso, o se almeno una delle due parti è sposata (« adulterio » nel senso stretto del termine). Ovviamente, ciò riguarda anche i divorziati risposati. Vieta anche gli atti impuri all’interno del Matrimonio (come la contraccezione ed il coito interrotto) che si oppongono al suo fine specifico, cioè la procrezione. Allo stesso modo ci proibisce di guardare immagini indecenti e di parlare contro la castità.
Chiunque sia tentato a tali peccati deve combattere risolutamente la tentazione non appena si presenta. La preghiera alla Madonna, soprattutto il santo rosario, è necessaria per rimanere casti.
Nel suo aspetto positivo comanda la castità e la modestia negli atti, negli sguardi, ed anche nelle parole.
- Non rubare.
Questo ci vieta di prendere, di ritenere ingiustamente, o di danneggiare la proprietà altrui; di non pagare i debiti o la giusta mercede agli operai; di non adempiere i doveri particolari del proprio stato di vita. In tutti questi casi, la giustizia richiede il risarcimento dei guadagni o del tempo persi.
Nel sua aspetto positivo ci comanda di rispettare la proprietà degli altri, di dare al lavoratore il suo giusto salario e di osservare la giustizia in relazione ai beni altrui.
- Non dare il falso testimonianza.
Questo ci proibisce la falsa testimonianza in un processo legale, la diffamazione, la calunnia – ovvero attribuire malignamente al prossimo colpe e difetti che non ha -, parlar male di un altro, l’adulazione – ingannare qualcuno col dire falsamente bene di lui o di altri, allo scopo di averne un vantaggio – , il giudizio avventato, e la menzogna in generale. Anche qui la giustizia richiede la riparazione del peccato, rettificando, per quanto è possibile, la falsità o la cattiva impressione che abbiamo dato.
Ci comanda di dire la verità e di interpretare bene le azioni del nostro prossimo. San Tommaso d’Aquino, principe dei filosofi e dei teologi, insegna che dovremmo sempre cercare di interpretare le azioni degli altri nella miglior luce possibile, anche se può sembrare inverosimile.