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Ep. XXVI – La vera luce del mondo

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Ep. XXVI - La vera luce del mondo
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LA VERA LUCE DEL MONDO

 

Egli venne in testimonianza” ecc. Cioè, perché testimoniasse che Gesù è la vera Luce del mondo e che dobbiamo cercare e chiedere a Lui tutta la luce della fede e tutta la conoscenza della salvezza.

Si noti che in greco alla parola “luce” si antepone l’articolo, come se per luce si intendesse la luce spirituale e Divina, quella che brilla di per sé, che è fondamentalmente luce e fonte di ogni illuminazione, che è per così dire un Sole Divino, rispetto al quale Giovanni Battista non era che la luna o la stella del giorno. Infatti, come la stella del mattino precede il sole, così Giovanni precedeva Cristo, il Sole di giustizia. Il significato è il seguente: poiché la luce della Divinità era nascosta nell’umanità di Cristo, come in una lanterna oscura e in penombra, cosicché gli uomini non la scorgevano, Dio mandò Giovanni affinché scoprisse e rendesse manifesta questa luce e testimoniasse che Gesù era proprio il Figlio di Dio, il Maestro e il Redentore del mondo. Infatti, come dice Paolo (1 Tim. 6:16), Dio “abita una luce inaccessibile e che nessuno degli uomini vide, né può vedere”. Ancora, il Figlio, “il riflesso della gloria di Dio e l’impronta della sostanza” di Dio Padre (Eb. 1:3, Vulg.).

Questi, inoltre, è “un riflesso d’eterna luce e terso specchio della maestà di Dio e immagine della sua bontà” (Sap. 7, 26).

Affinché tutti credessero per lui”: vale a dire, credessero nella Luce e così fossero giustificati e salvati. “Per lui”, cioè per mezzo di Giovanni, che come con il dito indicò Cristo, dicendo: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo“.

Egli non era la Luce” ecc. I Giudei e gli Scribi pensavano, in ragione della predicazione e della vita celestiale di Giovanni nel deserto, che egli stesso fosse la Luce, cioè Cristo. Con queste parole l’evangelista Giovanni distrugge tale idea. Egli non era quella Luce. Cioè, non era il Salvatore del mondo, ma solo il Suo testimone, che riceveva da Cristo tutta la sua luce di conoscenza, profezia e grazia. Per questo, in 5,35, è chiamato “lampada che arde e brilla”. “Ma – dice Origene – non ardeva di fuoco proprio, né brillava di luce propria“.

Era la luce vera” ecc. Non Giovanni, bensì Cristo, appunto. Chiederete: perché Cristo è chiamato la vera Luce o, come dice il greco, τὸ φῶς τὸ ἀληθινὸν, “la Luce, quella vera“? Rispondo: in primo luogo, perché il Verbo è la Luce originale, increata ed essenziale; Giovanni Battista e gli altri santi sono luce solo per partecipazione e comunicazione del Verbo. Perciò, a differenza di Cristo, non meritano il nome di luce, perché sono infinitamente superati dal Suo splendore. Solo Cristo, dunque, è Luce e solo Lui merita il nome di luce. Allo stesso modo, il nome di Dio è “Colui che è“, perché è l’Essere vero, essenziale, eterno e infinito, ma tutte le altre cose traggono da Lui una scintilla d’essere. Perciò, rispetto a Dio, non hanno che un’esistenza imperfetta e mutilata, così da sembrar d’esistere, piuttosto che di essere. Infatti, sono come l’ombra di quell’Essere infinito che riempie l’immensità, cioè Dio, che è veramente l’unico Essere o Colui che è.

  1. Cristo è la vera Luce del mondo, perché la Sua fede e la Sua dottrina si oppongono agli errori e alle false dottrine dei filosofi gentili, degli eretici e degli atei. Infatti, la vera Luce è quella pura, sincera, genuina, che non ha nulla di finto, né di oscuro, né di imperfetto.
  2. Poiché Cristo ci illumina in modo molto più vero e compiuto di qualunque luce corporea, solamente la luce spirituale merita il nome di luce e quella corporea ne è solo, per così dire, un’ombra. In modo simile e con un significato analogo, Cristo dice (15, 1): “Io sono la vera Vite“; in 6,55, poi, chiama Sé Stesso il vero Pane. Allo stesso modo, ciò che è perfetto, eminente ed eccellente è spesso chiamato vero.
  3. Cristo è la vera Luce perché diffonde la Propria luce in modo completo e capillare in ogni direzione. Perciò ovunque sia Questi, è la vera Luce. Infatti, come aggiunge san Giovanni come per spiegarsi, “[Egli] illumina ogni uomo che viene a questo mondo“. Infatti, tutti i santi e i fedeli, per quanto grandi e numerosi siano, hanno tratto tutta la propria luce di fede e di grazia da Cristo. Ma Giovanni Battista fu una luce solo per la Giudea, un piccolo angolo del mondo e questo solo ai tempi di Erode. Così è stato per gli altri santi.

Infine, Giovanni e gli altri erano in grado di insegnare ai loro uditori solo acusticamente e con voce umana, ma non potevano illuminare direttamente, né da soli, l’anima. Cristo, invece, fa entrambe le cose. La voce colpisce solo le orecchie, ma Cristo, con la Sua grazia, colpisce e illumina l’anima.

Ecco perché Cristo è continuamente chiamato da Giovanni “la Verità“. E Cristo dice nel XIV capitolo: “Io sono la Via, la Verità e la Vita“. In Cristo, infatti, c’è tutta la verità, la quale è quadruplice: c’è la verità dell’essere o dell’esistenza, la verità dell’anima, la verità della parola e la verità dell’azione.

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