5:34

Il Santo Sacrificio della Messa – Sacerdote in eterno (2)

PDF
Fede Viva
Fede Viva
Il Santo Sacrificio della Messa - Sacerdote in eterno (2)
Loading
/

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

3. Il Salvatore glorificato continua la Sua funzione sacerdotale, la Sua opera d’intercessione mediatrice per la salvezza dell’umanità, primariamente in due maniere: in Cielo tramite la piena autorità d’intercessione e sulla Terra tramite l’offerta del Sacrificio eucaristico: ambedue durano fino alla fine del mondo; vale a dire finché l’ultima anima eletta sarà entrata nella beatitudine del Paradiso.

Che Cristo in Cielo sia il nostro intercessore presso il Padre, viene riferito spesso nella Sacra Scrittura. Prima della passione e della morte Egli consolò e incoraggiò i discepoli, caduti in profonda tristezza, con la promessa che in Cielo avrebbe pregato per loro presso il Padre (Gv 14,16). L’apostolo Paolo scrive che Cristo, dopo esser morto e resuscitato, siede alla destra del Padre e intercede anche per noi (Rom 8,34). E in un’altra lettera egli dice: “Cristo ha un sacerdozio che non termina mai; e quindi ha il potere di salvare in modo assoluto coloro che si accostano a Dio per mezzo di Lui che è vivente e intercede in nostro favore” (“semper vivens ad interpellandum pro nobis” – Eb 7,25). La stessa verità viene espressa anche con le seguenti parole: “Gesù è salito in Cielo per apparire al cospetto di Dio per noi” (“ut appareat vultui Dei pro nobis” – Eb 9,24). Per apprezzare meglio la presenza di Cristo “al cospetto di Dio per noi” e la Sua “perenne intercessione mediatrice per noi” (ἔντευξις) si deve in primo luogo considerare quella preghiera che il Redentore usava pregare durante la Sua vita mortale sulla Terra.

La preghiera riempiva l’intera vita di Gesù: infatti, che cosa fu la Sua permanenza e il Suo peregrinare qui sulla Terra se non un’ineffabile santa, misteriosa vita di intercessione, di meditazione e di contemplazione? Egli pregava nella mangiatoia, nel Tempio di Gerusalemme, durante la fuga in Egitto, nella casupola di Nazaret e nel deserto. Durante la Sua vita pubblica si ritirava spesso in luoghi solitari, soprattutto in zone montagnose, passando la notte in preghiera; pregando alzava gli occhi al Cielo prima di fare miracoli e di benedire; mentre Egli pregava sul sacro monte fu trasfigurato in una luce abbagliante; durante il tempo della Sua sofferenza –dal principio alla fine –perseverò nella più umile preghiera con ardente amore per il sacrificio: Egli pregava nell’Ultima Cena, nel Monte degli Ulivi e sulla Croce². Gesù è entrato nel mondo pregando, è vissuto pregando, ha sofferto pregando ed è morto pregando.

Ma quale significato, quale forza ed efficacia ebbe la Sua sacratissima preghiera e intercessione in rapporto all’opera della Redenzione? Egli non volle ottenere la nostra salvezza solamente tramite ammenda e merito, ma anche con la preghiera; infatti, tutti i tesori della Grazia che Egli meritò con la Sua vita, sofferenza e morte, li volle anche implorare e ottenere per noi con le preghiere e così fare tutto quanto fosse possibile per la Sua vigna (Is 5,4). Questo spirito e sentimento di preghiera con cui il divin Cuore di Gesù era sempre impregnato, diede valore espiatorio e di merito al Suo sacrificio di sofferenza e morte, all’offerta del Suo corpo e del Suo sangue versato: la preghiera, infatti, è l’anima del sacrificio. In questo modo il Redentore ha compiuto la volontà di Dio pregando e ha completato la Sua opera: pregando Egli ha redento il mondo e salvato l’umanità.

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

 

SCARICA IL TESTO INTEGRALE (PDF)

Scroll to top