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DON NIKOLAUS GIHR
“Il Santo Sacrificio della Messa – Dal punto di vista dogmatico, liturgico e ascetico”. Ad uso del clero e dei laici
+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.
Capitolo 10.
Gesù Cristo “Sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek”
- In un Salmo (109,4), corto ma grandioso e misterioso, Davide annuncia profeticamente che il Messia unirà in sé la dignità regale e sacerdotale. Il Suo sacerdozio viene ancora caratterizzato più precisamente come eterno secondo l’ordine di Melchisedek. “Il Signore ha giurato e non si pentirà: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l’ordine di Melchisedek”. Anche S. Paolo ascrive al Signore un sacerdozio eterno (Eb 7, 24: sempiternum sacerdotium). Ora verrà esposto come si debba interpretare la continuazione del sacerdozio di Cristo, per poi esaminare da una parte la dignità della funzione sacerdotale, dall’altra il suo esercizio.
- Sulla croce Cristo compì il Suo ufficio di Sommo Sacerdote per il quale era stato chiamato e santificato al momento della Sua Incarnazione. Dopo aver cancellato i peccati del mondo, tramite l’unico sacrificio cruento della propria vita, siede ora alla destra del Padre e non muore più: perciò Egli conserva la Sua inalienabile dignità sacerdotale. La Chiesa, infatti, nella ricorrenza di ogni santo vescovo, canta che Dio “lo ha costituito principe affinché la dignità del sacerdozio gli appartenga in eterno”; perciò, il carattere sacerdotale aderisce incancellabile all’anima dell’ordinato. A questo si aggiunge che la forza e il frutto dell’unico sacrificio di Cristo permane e continua nell’eternità. In quanto Sommo Sacerdote di beni futuri (Eb 9,12), tramite il Suo sacrificio cruento Egli non ha acquisito tesori terreni e caduchi, ma ci ha acquistato e ottenuto la nuova incorruttibile vita di Grazia e di Gloria. Il ministero sacerdotale, la sua dignità e la sua preziosa benedizione non cessano mai e rimangono immutabili per tutta l’eternità. Essi appartengono all’eterno sacerdozio di Cristo e non si esauriscono: il medesimo comprende anche la continuazione dell’azione sacerdotale.
+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.