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L’Eclissi di Dio – Valutazione del tradizionalismo

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L'Eclissi di Dio
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L'Eclissi di Dio - Valutazione del tradizionalismo
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a) Valutazione del Tradizionalismo

 

Questo gruppo, come spiegato sopra, sposa i testi tradizionali del Concilio, valuta le novità alla luce della Tradizione e le respinge a causa della loro insinuazione d’eresia. Lungi dall’essere dottrinalmente oscurantista o moralmente ostruzionista, il Tradizionalista esercita o afferma gli uffici di insegnare e di santificare, in accordo col mandato di Nostro Signore, affinché la Fede sia dichiarata il più chiaramente possibile. Il merito ne è ché venga aumentata la luce della Fede in cui vediamo il sentiero che porta al Cielo.

La visione tradizionalista è controversa:

a. in riferimento alla Gerarchia;

b. in riferimento allo Spirito Santo;

c.in un senso morale.

a. In riferimento alla Gerarchia

La visione tradizionalista è controversa in riferimento alla Gerarchia in quanto:

  • mette in discussione le dichiarazioni dell’intera gerarchia mondiale riunita in un Concilio;
  • marchia come eterodossa gran parte della gerarchia e del clero delle due generazioni successive;
  • implica che dai tempi del Concilio fino ai giorni nostri la gerarchia abbia guidato la Chiesa lungo la strada sbagliata.

Eppure, per quanto controversa, questa visione non è teologicamente problematica. Le dichiarazioni conciliari non erano dogmatiche, né nella forma teologica dei testi né nelle intenzioni del Papa, e gran parte della gerarchia e del clero è caduta nell’eterodossia in passato, durante la crisi ariana, quando quasi tutta la Chiesa aveva perso il proprio orientamento dottrinale.

b. In riferimento allo Spirito Santo

Il punto di vista tradizionalista è controverso anche in riferimento allo Spirito Santo, nel suggerire o che Egli non abbia assistito l’intero Episcopato mondiale unito al Papa o che l’intero Episcopato e il Papa abbiano rifiutato la Sua assistenza. A questo dovremmo rispondere dicendo che, in effetti, lo Spirito Santo assiste un Concilio nell’impedire alla Chiesa di cadere nell’eresia formale e così sembra che abbia assistito il Concilio Vaticano II.

c. In un senso morale

Il punto di vista tradizionalista, infine, è controverso in senso morale in quanto critico nei confronti del Concilio e delle dichiarazioni congiunte di tutti i Vescovi del mondo, compreso il Papa. Ciò non mostra una mancanza di quelle virtù di pietà e docilità che caratterizzano i Neo-Conservatori? No, noi pratichiamo pietà e docilità verso la gerarchia se rispettiamo l’insegnamento che hanno dato per due millenni, se ne rispettiamo la dignità ecclesiastica e, in riferimento al loro attuale insegnamento, se ne seguiamo la parte che è conforme alla Fede; ma se insegnano un’altra dottrina, siamo obbligati a rifiutarla. S. Tommaso d’Aquino dichiara (III Sent. d.25, q 2, a.1d, ad 3): ‘…Non dovremmo assentire a un prelato che predica contro la Fede, perché in questo confligge con la prima regola’ (che è Dio). La nostra pietà e la nostra docilità dovrebbero sempre riguardare anzitutto Dio, il Quale rivela la Fede.

Più compiutamente, la Fede è necessaria per la salvezza; in ambito dottrinale, impartirla è la vera raison d’être della gerarchia: questo è sia sua competenza, sia suo dovere. Se, per contro, il suo insegnamento insinua l’eresia, allora va oltre la sua competenza e viene meno al suo dovere e noi siamo obbligati a rifiutare quell’insegnamento. È salutare criticare tali pericoli alla salvezza in modo che altri possano preservare intatta la propria Fede. Lo scopo di questo, come abbiamo appena detto, è che possano raggiungere la salvezza eterna.

Conclusione alla Sezione A

Concludiamo la sezione con le seguenti argomentazioni:

1) Tesi: Il Concilio contiene testi insinuanti l’eresia;

2) Dogma: Chi muore da persona formalmente eretica è condannato all’Inferno; perciò

3) Conclusione: Il Concilio mette in pericolo la salvezza delle anime e andrebbe lasciato da parte dalla Chiesa.

Se qualcuno dubita della la tesi, studi il presente libro; se qualcuno dubita del dogma, non è Cattolico. Forse che la Chiesa non c’insegna infallibilmente: ‘Chiunque voglia salvarsi, deve anzitutto possedere la Fede Cattolica …’? «Quicumque vult salvus esse, ante omnia opus est ut teneat catholicam fidem», Symbolum Quicumque. Quanto alla conclusione, si riferisce all’intero Concilio, non solo ai testi eretizzanti, perché, sebbene il Concilio contenga anche testi tradizionali (per quanto talora oscurati da testi contraddittori), un laico senza conoscenze specialistiche non è attrezzato per distinguere i testi ortodossi da quelli eterodossi.

 

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