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L’Eclissi di Dio – La visione cattolica della Verità

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L'Eclissi di Dio
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L'Eclissi di Dio - La visione cattolica della Verità
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Introduzione 

VERITÀ

 ‘lo spirito … di verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede né lo conosce’ (Gv 14, 17)

 

In questa Introduzione presentiamo:

  1. Premessa: La visione cattolica della Verità;
  2. L’opposizione conciliare alla visione cattolica della Verità.

A.    Premessa: La Visione Cattolica della Verità

Iniziamo questa sezione presentando venti dei principi che costituiscono la visione della Verità della Chiesa, sia che questi principi costituiscano dogmi cattolici sia che siano impliciti in tali dogmi. Lo facciamo per contestualizzare quei principi a cui il Concilio si oppone. Presentiamo innanzitutto i principi riguardanti la verità in generale, poi quelli riguardanti la verità nel senso ultimo del termine: vale a dire ciò che si intende come ‘Verità stessa’ o semplicemente ‘Verità’.

Verità e conoscenza della Verità in generale

  1. Esiste una realtà oggettiva (ad esempio, l’albero che vedo di fronte a me esiste oggettivamente. La realtà oggettiva è nota come ‘verità ontologica’);
  2. Questa realtà è l’oggetto della conoscenza (ad esempio, conosco l’albero di fronte a me);
  3. La Verità è la corrispondenza fra la realtà oggettiva e l’intelletto (ad esempio, è vero che l’albero è di fronte a me solo quando esso è di fronte a me. Questa verità è nota come ‘verità logica’: adaequatio rei et intellectus);
  4. Il Vero ha priorità logica sul Bene (ciò che intendiamo con questo, in termini quanto più semplici possibile, è il principio secondo cui le esigenze della realtà oggettiva dovrebbero guidare la nostra condotta piuttosto che principi soggettivi quali l’amore – sia esso razionale, ovvero la volontà, o sensuale) e la coscienza (intesa in senso soggettivo). In altre parole, è il principio secondo cui ciò che si persegue come bene deve essere conforme a ciò che è oggettivamente vero, alla realtà oggettiva; ossia si deve perseguire ciò che è oggettivamente buono. Dare priorità al Bene rispetto al Vero, al contrario, significa perseguire come bene ciò che è conforme alla propria volontà o ai propri sensi, indipendentemente dalla realtà oggettiva. Quest’ultima posizione può essere definita ‘antirealista’ nella sua avversione alla realtà oggettiva e ‘soggettivista’ nella sua convergenza verso il sé);

Verità e conoscenza della Verità nel senso ultimo dei termini

  1. La realtà oggettiva/verità ontologica nel senso ultimo[1] è l’Essere;
  2. L’Essere nel senso ultimo è Dio Stesso. Dio è l’Essere Assoluto. Non riceve l’essere da un altro, ma Egli è il Proprio Stesso Essere: Egli è di e per Sé Stesso;
  3. La Verità/Dio (in tal senso) può essere conosciuto in questa vita;
  4. La Verità/Dio può essere conosciuto in questa vita per mezzo della Ragione. ‘Se qualcuno afferma che l’Unico Vero Dio, Nostro Creatore e Signore, non può essere conosciuto con certezza attraverso le cose che sono state create mediante la luce naturale della ragione umana, Anathema Sit’, Concilio Vaticano I, de Rev. can. 1;
  5. La Verità/Dio può essere conosciuto in questa vita per mezzo della Fede (Credo in Deum Patrem omnipotentem … et in Jesum Christum, Filium eius unicum, Dominum nostrum … credo in Spiritum Sanctum … Simbolo Apostolico);
  6. Attraverso la Ragione Lo si conosce come causa di tutte le cose;
  7. Attraverso la Fede Lo si conosce nella Sua intima natura, come Santissima Trinità (le tre virtù teologiche della Fede, della Speranza, della Carità hanno Dio come proprio oggetto: Dio nella Sua intima natura);
  8. La Fede è posseduta dalla Chiesa e dai fedeli;
  9. La Ragione è naturale e ha la verità naturale come suo oggetto;
  10. La Fede è soprannaturale e ha la verità soprannaturale come suo oggetto;
  11. Attraverso la Fede, più in dettaglio, si conosce Dio insieme a tutti gli altri articoli della Fede;
  12. La Verità/Dio si può adeguatamente esprimere in questa vita;
  13. La Verità/Dio si può adeguatamente esprimere in questa vita attraverso il dogma (il dogma è Verità divinamente rivelata, cui il Magistero propone di credere in quanto tale);
  14. La Fede costituisce un’unità, un assoluto (in definitiva perchè il suo oggetto, Dio, è un’unità). O si possiede la Fede nella sua interezza o non la si possiede affatto;
  15. La Fede è la Verità nella sua pienezza (Questo principio deriva dal precedente, come vedremo più avanti nella nostra discussione sulla pienezza della Verità. Il principio si applica in definitiva perché l’oggetto della Fede, ovvero Dio, è la pienezza della Verità);
  16. La Fede è immutabile (in definitiva perchè il suo oggetto, Dio, è immutabile).

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[1] da qui in poi vi si farà riferimento come ‘Verità’ con la ‘V’ maiuscola

 

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